12 Marzo 2011

Vademecum della manifestazione

In vademecum on 21/02/2011 at 09:07
  • La manifestazione è aperta a chiunque creda che la Costituzione sia una somma di diritti e di doveri per tutte le cittadine e tutti i cittadini, che sono sovrani nel proprio paese, come sancito dall’Art.1.
  • La manifestazione è organizzata per difendere i valori della legalità repubblicana – troppo spesso impunemente violati – e della dignità costituzionale che non dev’essere calpestata.
  • La manifestazione vuole ribadire la necessità della certezza del diritto, che  è  il primo bene pubblico indispensabile per ciascun cittadino, di qualunque schieramento. Per questo motivo si preferisce non vi siano simboli riconducibili a partiti o sindacati, nel rispetto dell’iniziativa che vuol’essere trasversale ed aperta a chiunque vi si riconosca.
  • La manifestazione si rivolge a tutte e tutti, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali, come sancito dall’Art.3, perché la Costituzione è di tutte e tutti e dev’essere protetta e difesa da cittadine e cittadini, giovani e meno giovani. Sempre.
  • La manifestazione è più bella se avremo tra le mani un tricolore e una costituzione con i quali urleremo ‘basta’ a chi continua ad anteporre interessi privati al bene comune del nostro paese.
  • Porta con te alla manifestazione la Costituzione scarica e stampa l’immagine
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  1. Per il 12/03 spero in una partecipazione ancor più travolgente, entusiasta e convinta della precedente manifestazione, perchè non possiamo assolutamente accettare o subire che la ns. bellissima Costituzione (che può ben essere modificata in qualche parte) sia stravolta, direi “uccisa”, per esclusivo interesse di poche persone (uno?) che da sempre offendono valori e principi costituzionali, espressione del riscatto e della dignità di tutti.
    Ileana

  2. Condivido l’importanza di difendere i principi della Costituzione partecipando alla manifestazione del 12 marzo che mi auguro davvero imponente.
    Dobbiamo esprimere tutto il nostro sdegno verso questo governo e coloro che da anni stanno attentando ai valori della nostra Carta Costituzionale, per difendere loschi interessi individuali e di personaggi che hanno distrutto la dignità del ns. Paese nel mondo. Occorre ritrovare la forza di rivendicare i valori della “legalità” e del rispetto delle regole come base di ogni democrazia.

  3. “Ci è stato affidato uno stato libero e democratico. Ma perché tale esso rimanga, diciamo meglio, perché tale esso diventi ogni giorno di più nella realtà dei fatti (e la realtà, come in più di un punto abbiamo dimostrato, è purtroppo ancora assai lontana dal nobile modello disegnato dalla nostra Costituzione), noi dobbiamo – per usare la bellissima espressione di Carlo Cattaneo – «tenerci le mani sopra». Sentirci partecipi e responsabili di quanto accade intorno a noi, adoprarci per fare andar meglio le cose. Non scrollare le spalle, e distogliere lo sguardo come se tutto questo non ci riguardasse. L’indifferenza: questo è il pericolo maggiore. Già Tacito, una volta per tutte, ha detto agli uomini quale grave male sia per la sorte comune quella che egli stupendamente chiamava incuria rei publicae sicut alienae, la noncuranza della cosa pubblica come di cosa d’altri, l’indifferenza per la politica”.
    Così scriveva A. Galante Garrone, nel testo di educazione civica per le prime classi della scuola secondaria superiore (“Noi, cittadini” – Loescher Editore – Torino – 1969 – pagg. 116-117) quando Educazione civica aveva ancora un significato!

  4. Necessario più che mai in questo momento storico, rivendicare la legalità in questo Paese, ancora lontano dal disegno previsto dalla Costituzione. Se è la classe dirigente a mettere in discussione i principi che avrebbero dovuto rendere l’Italia UNITA E LIBERA, e lo fa da 20 anni, è più che normale che l’opinione pubblica si formi sul modello che gli viene proposto.
    Che è quello che stiamo vivendo, conseguenza di questa cultura sociale sbandierata dai nostri dirigenti politici da prmai TROPPO tempo.
    Così come ormai noto, e da molto tempo, la festa dell’8 marzo: non si ricordano più le lotte delle donne che hanno perso la vita per la loro emancipazione, ma è diventata una pura e semblice festa cosumustica, di spogliarelli e uscita tra amiche. Io non l’ho mai festeggiata proprio per questo motivo. Dovrebbe essere un giorno in cui ricordare che delle donne hanno sacrificato la loro vita per una lotta che le portasse all’emancipazione, alla parità. E invece guardiamoci intorno cosa ne hanno fatto di questo giorno…che vergogna! E questo è il primo esempio che viene in mente, ma di spunti ce ne sono in ogni dove, in ogni quando.
    Utilizziamo le piazze, in modo che i principi e i valori vengano condivisi e diffusi pubblicamente, perchè purtroppo ce n’è ancora e davvero bisogno.

  5. Trovo veramente spiacevole che si impedisca ai militanti di partito di partecipare con i propri simboli impedendo di fatto ai cittadini che vedranno le manifestazioni di avere le idee chiare. Posso sapere quali partiti difendono e quali attaccano la costituzione? Posso sapere perchè si denuncia sempre l’immobilismo dei partiti se poi gli si vieta di presenziare con i propri simboli nonostante il loro aiuto economico, organizzativo e di mobilitazione???

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